Assunzioni agevolate reddito di cittadinanza: prime istruzioni

Assunzione agevolata di lavoratori titolari di reddito di cittadinanza: circolare INPS con i dettagli su beneficiari, importo dello sgravio e casi particolari, ora mancano i moduli di domanda.

Ecco come funziona l’esonero dai contributi previdenziali previsto per i datori di lavoro che assumono i percettori del reddito di cittadinanza: i dettagli operativi sono contenuti nella circolare INPS 104/2019. Il beneficio spetta a tutti i datori di lavoro privati, anche se non sono imprese, l’assunzione deve essere a tempo indeterminato e full time, bisogna presentare specifica domanda al portale agevolazioni dell’INPS.

La circolare INPS un nuovo passo avanti sul fronte dell’attuazione delle norme sul rdc, introdotte con il dl 4/2019, in base a cui il datore di lavoro ha diritto a un esonero contributivo fino a un tetto corrispondente al reddito di cittadinanza a cui il beneficiario ha diritto, per un massimo di un numero di mensilità pari a 18 meno i mesi di rdc già utilizzati.

C’è un tetto minimo di cinque mensilità, che vanno sempre corrisposte. Esempio: assunzione di un lavoratore che prende il rdc da due mesi. Il datore di lavoro ha diritto a 16 mesi di esenzione contributiva.

Importante: la procedura prevede che il datore di lavoro debba obbligatoriamente comunicare le disponibilità di posti vacanti alla piattaforma digitale dedicata al reddito di cittadinanza presso l’ANPAL prima di effettuare le assunzioni.

Per avere diritto all’incentivo assunzione rdc, il datore di lavoro deve realizzare un incremento occupazionale, e rispettare le altre norme che generalmente tutelano questi benefici (diritti di precedenza, obblighi di regolarità contributiva). Se il lavoratore assunto con gli incentivi viene licenziato nei 36 mesi successivi, senza giusta causa o giustificato motivo, il datore di lavoro è tenuto alla restituzione di quanto incassato con l’applicazione di sanzioni.

Il beneficio come detto riguarda i contratti a tempo indeterminato, full time, anche in somministrazione. Non si applica ai rapporti di lavoro intermittente, occasionale, ai dirigenti, ai lavoratori domestici. Sono invece incentivati i contratti di apprendistato. Per quanto riguarda nello specifico il part-time, è ammessa la successiva trasformazione a tempo parziale del contratto, esclusivamente su richiesta del dipendente per specifici e comprovati motivi.

I datori di lavoro devono presentare domanda all’INPS, utilizzando esclusivamente il modulo on-line appositamente predisposto: si attendono ora la pubblicazione del modulo in questione e i dettali sulla procedura. In ogni caso, ricevuta la domanda l’INPS, a calcolare e comunicare la misura dell’incentivo e il piano di fruizione.

 

(Fonte PMI.IT 230719)